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Lead Generation per l'industria manifatturiera

Lead Generation online per l’industria manifatturiera: cosa fare?

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Lead Generation online per l’industria manifatturiera: cosa fare?

Tempo di lettura: 5 minuti

Passaparola, vendita porta a porta e stand in fiera: se pensate che l’industria 4.0 abbia ormai trasfigurato lo scenario dell’azienda manifatturiera italiana, beh, forse state correndo un po’ troppo.

Soprattutto quando si parla di marketing infatti, sono ancora molte le aziende che si affidano ai cari vecchi metodi “1.0” per la vendita dei propri prodotti, e per un buon motivo: molte di queste soluzioni mostrano ancora risultati apprezzabili.

Ma i tempi, si sa, stanno cambiando, la digitalizzazione incombe e all’alba del 2021 solo un ottimo connubio tra marketing online e offline vi porterà a risultati davvero efficaci, in grado di sbaragliare la concorrenza.

Se da un lato infatti i metodi vecchia scuola hanno ancora la loro importanza, dall’altro anche il meno digital tra i buyer usa quotidianamente mail, Social networks e servizi Google sul proprio smartphone per ottenere maggiori informazioni sulle aziende da cui vorrebbe acquistare prodotti.

Ecco perché un’ottima presenza sul web è un tassello più che fondamentale per la vostra strada verso il successo nel B2B e un investimento in una buona agenzia di web marketing potrebbe rappresentare il vostro asso nella manica per le strategie del 2021.

 

1. DIGITAL MARKETING: PERCHÉ FARLO E QUANTO È GIUSTO INVESTIRE
2. LEAD GENERATION ONLINE PER L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA
3. GOOGLE ADS
4. SEO & CONTENT
5. EMAIL MARKETING&RETARGETING
6. BUYER PERSONAS
7. I SOCIAL NETWORK
8. CONSIDERAZIONI FINALI

 

1. DIGITAL MARKETING: PERCHÉ FARLO E QUANTO È GIUSTO INVESTIRE

Lo abbiamo visto: la rivoluzione digital è un fenomeno trasversale che investe tutti i settori, dal B2C al B2B, senza escludere certamente la figura dei buyers.

Ma i vantaggi del digital vanno ben oltre un senso di regola imposta dettato dai tempi che cambiano. Siti web e canali social rappresentano infatti un nuovo mezzo potentissimo per istruire potenziali clienti e compratori prima ancora che possano fisicamente vedere il nostro prodotto.

Fugato ogni dubbio sull’importanza del digital marketing, affrontiamo ora una delle domande che più spesso mi vengono poste: quanto è giusto spendere.

Per onestà intellettuale non posso offrire una risposta magica valida per tutti, ma ricordate sempre un principio di base: più rapidamente vorrete crescere, più alto sarà l’investimento necessario.

Le aziende B2B in Italia spendono una  media di 10-15 mila euro all’anno in digital marketing, ma questa cifra può aumentare considerevolmente se ci si aspetta una crescita del fatturato annuo del 10-15%.
Per questo il consiglio chiave è: definite con chiarezza i vostri obiettivi.

2. LEAD GENERATION ONLINE PER L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA

Arrivati a questo punto, dovremo parlare di un aspetto apparentemente non collegato al digital marketing, ma a tutti gli effetti vitale per la buona riuscita di una strategia: chi siete e perché valete.

Sembrerà strano, ma è proprio qui che la maggior parte delle aziende si perde nella definizione di un piano di marketing. Se infatti non risulta chiaro nemmeno a voi stessi:

  • Qual è la vostra storia e la vostra mission
  • Quali sono i vostri prodotti di punta e perché un compratore dovrebbe scegliervi
  • Cosa vi rende davvero speciali rispetto alla concorrenza

Allora non lo comprenderanno nemmeno i vostri clienti.
Dopo, e solo dopo, potremo iniziare a parlare di sito web, web design, SEO e Social Media, Paid advertising.
Definite con estrema chiarezza questo punto o tutti gli step successivi risulteranno per voi necessariamente un buco nell’acqua che non vi porterà alcun beneficio.

3. GOOGLE ADS

Quasi tutte le imprese si affidano a Google Ads e più in generale alle inserzioni pubblicitarie per promuovere i propri prodotti: gli annunci a pagamento sono infatti un ottimo metodo per ottenere risultati brillanti in poco tempo.

Su quest’ultimo punto però occorre spendere qualche parola in più. Il sistema di annunci Google si basa infatti su un’asta tra le inserzioni dove a vincere non è soltanto chi punta più alto, ma anche chi offre un contenuto di qualità.

La scelta delle corrette parole chiave (ritorneranno nella SEO), la capacità di scrivere un testo coinvolgente e al tempo stesso facile da leggere sono aspetti chiave per la riuscita della vostra campagna.
Curateli ed avrete un’ottima gestione del budget, ignorateli e lo delapiderete.

4. SEO & CONTENT

Google Ads è certamente in grado di farvi raggiungere conversioni di tutto rispetto in poco tempo.
Ma se volete che quelle conversioni ed il relativo traffico incrementato durino nel tempo, allora dovrete affidarvi ad una buona strategia SEO.

A differenza dell’advertising, la SEO è completamente gratuita sul piano dei costi aggiuntivi e vi permetterà di ottimizzare il sito aziendale per i principali motori di ricerca, ottenendo risultati in maniera più lenta mal al tempo stesso più stabile nel tempo.

Selezionate i titoli più adeguati, trovate le parole chiave più competitive ed ottimizzate anche le immagini. Ma soprattutto ricordatevi di costruire contenuti originali e di qualità: oltre che per i motori di ricerca, state infatti scrivendo per gli utenti, persone in carne ed ossa che vi premieranno sempre se dal vostro sito otterranno informazioni utili e preziose.

5. EMAIL MARKETING & RETARGETING

Un vecchio detto dice: “andare indietro per andare più avanti”.
Ed è proprio questo che mi viene in mente quando penso all’email marketing: tra tutte le discipline digital è probabilmente una delle più vecchie, eppure ancora tra le più efficaci.

Non dobbiamo infatti dimenticare un aspetto fondamentale delle campagne DEM: esse sono rivolte a persone che, fornendoci il proprio indirizzo mail, hanno già mostrato un discreto interesse per i nostri prodotti, trasformandosi così da visitatori generici a prospect.

In altre parole l’email marketing è il primo esempio di retargeting, una tecnica che ci permette di intrattenere una conversazione “privilegiata” e più vicina alla conversione con potenziali clienti che hanno già espresso un primo interesse per la nostra azienda.

Cosa ancora più importante però, il retargeting ci permette di raccogliere alcune informazioni di base sugli utenti che trovano interessanti i nostri prodotti. Il che ci porta dritto al prossimo punto.

6. BUYER PERSONAS

Il vostro potenziale cliente non deve avere per voi nessun segreto.
Una volta raccolte le informazione di base,  dovrete studiarle in modo da apprendere età, genere, occupazione professionale ed interessi.

In altre parole dovrete dar vita a quello che è noto come “processo di profilazione”, ovvero trovare dati essenziali per costruire contenuti rivolti esattamente a quel tipo di utente.

Articoli e pagine che precisi come una freccia andranno dritto al centro degli interessi dei vostri potenziali clienti, andando così a stabilire un legame tra voi e loro ed avvicinandovi sempre più all’obbiettivo finale: la conversione.

7. I SOCIAL NETWORK

E i Social? Possiamo lasciarli indietro?
No, certo che no.

Il motivo è presto detto: mentre sul web troveremo fondamentalmente persone che interrogano Google per soddisfare un bisogno, sui Social andremo a parlare ad un pubblico più passivo che naviga principalmente in base ai propri interessi.

Non sottovalutate l’importanza di questi canali: alcuni, come Instagram, sono particolarmente diretti in quanto basati su una comunicazione prettamente visiva.

Altri, come Linkedin, sono ormai percepiti come fonte di grande autorità professionale: essere i numeri uno vi farà percepire un po’ come i primi della classe. Altri ancora (più generici, come Facebook) non vanno sottovalutati perché in grado di raggiungere una considerevole fetta di pubblico.

E sì, non date nulla per scontato: anche i manager di grandi aziende hanno Facebook e potreste imbattervi anche in loro…

8. CONSIDERAZIONI FINALI

L’industria manifatturiera si è a lungo basata (e in parte si basa tuttora) sul marketing offline come principale canale di vendita.

Su questo blog lo abbiamo detto più volte: nulla è più efficace di una comunicazione fatta tra persone in carne ed ossa, per cui non dimenticate mai l’efficacia, ad esempio, del caro vecchio stand in fiera.
Ma il mondo è cambiato e la digitalizzazione è ormai realtà.

Tradotto in termini di marketing vuol dire che il primo contatto tra le aziende ed i potenziali clienti avviene oggi online, in un momento antecedente alla conoscenza diretta: arrivare secondi in questa fase rischia di farvi perdere il treno…
Ecco perché il consiglio resta sempre lo stesso: investite nel digital, ma soprattutto in un buon team di esperti che vi permetta di sbaragliare la concorrenza!

 

Dalla teoria alla pratica?
Date un’occhiata ai nostri case studies di digital marketing per l’industria manifatturiera

Ecco due aziende che si sono affidate a noi per una strategia web di successo:

Boldrocchi T.E.
Multinazionale produttrice di torri di raffreddamento
Leggi il case study!

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FACA
Industria Metalmeccanica B2B
Leggi il case study!

Case study Web Marketing Industria Manifatturiera

 


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