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Restyling e migrazione SEO: la checklist per non perdere traffico e posizionamenti

Search Marketing Design

Restyling e migrazione SEO: la checklist per non perdere traffico e posizionamenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Le componenti coinvolte nel restyling di un sito web sono diverse, quali ad esempio:

  • la grafica, con¬†interventi per rinnovare l’aspetto del sito, migliorarne l’usabilit√† etc…
  • la tecnologia, per esempio la sostituzione del CMS con il passaggio da un WordPress a Joomla; il cambio delle pagine da¬†html a php etc…
  • i contenuti,¬†come la modifica del menu di navigazione, ¬†l’aggiornamento delle categorie in un blog etc…

Queste tipologie¬†di cambiamenti possono verificarsi singolarmente o in contemporanea, ma qualsiasi sia il restyling¬†da dover affrontare, √® necessario pianificarlo sin dall’inizio, coinvolgendo il team search¬†durante tutte le fasi, in modo da¬†prevenire¬†conseguenze negative lato SEO.

Nei processi di migrazione (cio√® la fase di “passaggio” dal vecchio al nuovo sito) di un sito web,¬†gli obiettivi principali della SEO sono:

  1. non perdere i posizionamenti già raggiunti sui motori di ricerca, cercando di ridurre al minimo eventuali cali nel traffico organico
  2. cercare, al contrario, di migliorare i posizionamenti sia per le vecchie che le nuove keywords di ricerca
  3. creare una soluzione di continuità per gli utenti che potrebbero apparire disorientati fra i nuovi contenuti e la nuova struttura del sito, ottimizzandone la navigazione e i processi di conversione.

L’intero processo di migrazione di un sito pu√≤ essere suddiviso in 3 fasi:

  1. PRIMA DELLA MIGRAZIONE
  2. MIGRAZIONE
  3. POST – MIGRAZIONE

Vediamo insieme cosa fare durante i vari step del processo di migrazione.

FASE 1: PRIMA DELLA MIGRAZIONE

  • fare un¬†SEO audit iniziale: analizzare la situazione corrente del sito, controllare la presenza di duplicati, errori di scansione, pagine not found ¬†etc…
  • analizzare i trend del traffico: con l’ausilio di google Analytics e Search Console verificare se ci sono periodi dell’anno durante i quali il sito registra un alto traffico e in questo modo individuare il momento migliore per attuare la migrazione
  • individuare¬†le keywords ad alto traffico con¬†le relative landing page principali (su cui ovviamente bisogner√† prestare particolare attenzione, in tutte le fasi del passaggio)
  • preparare una mappatura di tutte le URL del sito e identificare le pagine che ricevono link sia interni che esterni
  • creare una mappa dei redirect: in primis le pagine ad alto traffico e quelle con pi√Ļ link (esterni e interni), e poi le altre, devono essere reindirizzate alla corrispondente del¬†nuovo sito.¬†Non √® necessario reindirizzare tutte le url, se una pagina non viene riproposta sul nuovo sito √® meglio che restituisca un errore 404, piuttosto che rimandi alla home page. Mandare tutte le vecchie pagine¬†alla home potrebbe essere vista come una pratica di Black SEO.
  • creare una pagina not found 404 personalizzata che incoraggi l’utente a rimanere sul sito; √® consigliato inserire il codice Analytics anche in questa pagina in modo da avere informazioni sui redirect che non funzionano o che non sono stati impostati nel modo giusto
  • creare una nuova site map da inserire dopo il lancio del nuovo sito

FASE 2: MIGRAZIONE

  • controllare costantemente l’aumento di errori di scansione e correggerli immediatamente
  • monitorare i redirect 301
  • inserire la nuova sitemap
  • eseguire un controllo dei link al sito sia interni che esterni
  • verificare che la pagina 404 personalizzata stia funzionando
  • verificare la presenza dei metatag e dei contenuti delle pagine e che siano¬†stati riportati correttamente da una versione a un’altra del sito (con particolare attenzione alla home page)
  • supervisionare sempre le statistiche Google Analytics e i dati di Search Console

FASE 3: POST- MIGRAZIONE

  • eseguire un nuovo SEO audit
  • monitorare nuovamente i redirect
  • controllare sempre e con costanza il traffico su Google Analytics; √® consigliabile inserire degli alert in caso di fluttuazioni improvvise del traffico
  • ricreare la sitemap xml (solo dopo aver controllato il funzionamento dei redirect e la mappatura delle url) e reinviarla su Search Console
  • rifare un’analisi con i posizionamenti e le principali landing page

Seguendo queste best practice, la migrazione non dovrebbe avere ripercussioni negative sulla visibilità del sito; tuttavia, come prassi nelle attività SEO, i motori di ricerca impiegano tempo ad assimilare i cambiamenti e a scansionare e indicizzare le nuove pagine, di conseguenza non è da escludere che subito dopo la migrazione possano verificarsi delle fluttuazioni di traffico e di posizionamenti.


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