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SEO B2B: 3 consigli pratici per aziende B2B che vogliono trovare nuovi clienti su Google

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SEO B2B: 3 consigli pratici per aziende B2B che vogliono trovare nuovi clienti su Google

Tempo di lettura: 4 minuti

Se è vero che il mare è pieno di pesci, è anche vero che per riuscire a pescarli non basta gettare un’esca qualsiasi e aspettare che abbocchino: bisogna portare pazienza, certo, ma anche rimboccarsi le maniche per attrarre a noi il nostro obiettivo.

Questo vale anche per le aziende B2B che vogliono trovare nuovi clienti su Google e il SEO può essere un valido alleato.

SEO B2B: una premessa
1. SEO B2B: cosa cerca il tuo target?
2. SEO B2B: come soddisfare il target?
3. SEO B2B: come farci notare da Google

SEO B2B: una premessa

Per prima cosa, partiamo da un presupposto: anche se stiamo parlando di aziende che vendono ad altre aziende, non sono le imprese a cercare qualcosa o qualcuno.

Sembra scontato da dire, ma non lo è: si tratta sempre di persone che cercano su Google fornitori di soluzioni ai loro problemi, in questo caso aziendali.

E sta proprio qui la prima difficoltà: all’interno di una stessa azienda ci possono essere più “decision makers”, coloro che possono prendere le decisioni di acquisto o anche semplicemente influenzarle.

Facciamo un esempio pratico: mettiamo che voi siate un’azienda che progetta CMS; un IT manager insoddisfatto del software che sta usando potrebbe volerlo sostuire e cercare “migliori CMS open source 2020”, mentre un CEO / team manager potrebbe essere più interessato a “CMS che ottimizza i flussi di lavoro” e via dicendo.

💡 Se vuoi approfondire l’argomento, leggi l’articolo sulle buyer personas
 

Non è finita qui: le parole chiave nel B2B hanno volumi di traffico inferiori e soprattutto, convertono meno.

Questo perchè, come accennato poco fa, i processi di decisione e acquisto non sono immediati come nel B2C, possono coinvolgere più persone e diverse valutazioni strategiche, economiche, etc…

⚠️ So che con questa premessa potreste sentirvi scoraggiati: ma il gioco vale la candela e una strategia SEO B2B ben impostata può portare grandi soddisfazioni.

1. SEO B2B: cosa cerca il tuo target?

Abbiamo visto poco fa, con il discorso delle buyer personas, quanto il target ideale per un’azienda B2B possa frammentarsi in tante figure professionali differenti: come fare a capire COSA stanno cercando? In altri termini, QUALI KEYWORDS?

Per scoprirlo, ti consiglio di dotarti di un SEO tool di supporto come Semrush.

Per prima cosa, inizia a capire quali keywords ti portano già traffico: faccio l’esempio con il nostro sito Cdweb.it

SEO B2B keywords

Questo passaggio è importante per capire la situazione di partenza ed evitare di sprecare energie su qualcosa che già sta dando risultati.

Quanto appena fatto per noi, può essere fatto anche per i nostri competitors: questi software si basano su stime, ma possono dare indicazioni su cosa porta loro traffico, darci spunti su parole chiave alle quali non avevamo pensato e che possiamo invece sfruttare.

Infine, non deve mai mancare una buona dose di buon senso ed intuito: è inutile puntare tutto su una parola chiave che porterebbe tanto traffico, ma in fin dei conti zero chance di conversione; a meno che sia tanto rilevante in termini di brand awareness.

2. SEO B2B: come soddisfare il target?

Una volta che sappiamo cosa cerca il nostro cliente ideale, la questione si sposta su come soddisfarlo: in poche parole, dobbiamo fornire la risposta giusta alle sue esigenze, il contenuto che stava proprio cercando.

In questo senso, una volta suddivise le parole chiave che abbiamo raccolto in base all’intento di ricerca dell’utente – che può essere solo in cerca di informazioni, oppure già deciso verso l’acquisto – la strada migliore da intraprendere è quella di creare dei contenuti ad hoc per ciascuna di esse (o ciascun gruppo di keywords).

TIPS:

  • guide pratiche e contenuti “PILLAR”: i pillar non sono altro che contenuti informativi, che affrontano in modo professionale e dettagliato un determinato argomento.
    Lo sforzo di pubblicare guide pratiche su come risolvere un problema o panoramiche su un tema specifico, è fatto ovviamente per portare acqua al proprio mulino, ma non bisogna mai vendere direttamente i nostri prodotti: lo scopo principale dei pillar è quello di educare ed informare il lettore.
    Poniamo sempre di essere un’azienda che progetta CMS: potremmo scrivere una guida dal titolo “Quali sono i processi aziendali che fanno sprecare più tempo e come ottimizzarli” e magari, solo in un punto del trattato, fare accenno alla nostra soluzione.💡 I visitatori di questa pagina informativa, potranno essere poi inseguiti con messaggi push di vendita grazie al remarketing
     
  • tools tecnici: anche mettere a disposizione uno strumento online gratuito solitamente ripaga, con traffico e magari anche qualche contatto. Poniamo di essere un’azienda che si occupa di riqualificazione energetica: potremmo mettere a disposizione un software che calcola il possibile risparmio energetico (e guarda caso, offriamo proprio soluzioni che permettono di risparmiare energia).

Questi contenuti, se realmente ben scritti e utili:

  • attireranno link in modo naturale, importanti per il vostro sito
  • vi aiuteranno a diventare un punto di riferimento del settore, aumentando la fiducia degli utenti che non vi conoscono

3. SEO B2B: come farci notare da Google

Una volta che abbiamo creato tutti questi contenuti di qualità, che soddisfano le esigenze dei nostri potenziali clienti… Come farlo capire a Google, in modo da posizionarci al meglio?

Ecco qui, bisogna portare pazienza: il posiziomento organico di una pagina richiede tempo, non possiamo aspettarci che fatto l’articolo, il giorno dopo saremo già in prima pagina.

Però ci sono dei piccoli accorgimenti che possiamo fare per velocizzare questo processo di lettura da parte dei motori di ricerca, in altri termini SEO nella sua declinazione più tecnica:

  • costruire una rete di link interni, utile anche per l’utente che capita sul sito
  • ottimizzare la pagina con metatag, H1/H2, schema markup, etc…
  • costruire una rete di link esterni, ovviamente di qualità, altrimenti si può incappare in penalizzazioni gravi: per esempio, possiamo segnalare le nostre soluzioni (o uno dei nostri contenuti pillar) a riviste online o influencer del settore, provando a capire se sono aperti a collaborazioni / segnalazioni con un link alla nostra pagina, etc…

In conclusione

Come per il B2C, anche nel B2B farsi trovare dal cliente giusto al momento giusto non è così scontato come potrebbe sembrare; ma con la giusta determinazione e seguendo una strategia bene impostata e che parte dai consigli pratici appena visti, trovare nuovi clienti su Google sarà sicuramente più semplice.

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