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L’approccio vincente alla SEO: non fare SEO

Search Marketing Design

L’approccio vincente alla SEO: non fare SEO

Tempo di lettura: 3 minuti

L’approccio vincente alla SEO: non fare SEO

L’approccio vincente alla SEO consiste nel non basarsi sulla SEO dal punto di vista esclusivamente tecnico (sia ON che OFF Site). Sembra una contraddizione, ma non lo è affatto. La competenza chiave, oggi nell’era di internet così come agli albori del marketing, è comprendere come le persone prendono le decisioni di acquisto (e quindi cosa cercano durante il loro customer journey). Questa è la vera chiave del successo online, ed è molto più importante di comprendere l’algoritmo di Google.

Non è Google il nostro cliente, sono le persone. I nostri contenuti non devono piacere (solo) a Google, devono soprattutto essere utili ai nostri clienti. Se non siamo in grado di comprendere come le persone passano dal primo clic sul nostro sito all’acquisto, qualsiasi strategia SEO è destinata ad essere fallimentare. Bisogna smettere di fare SEO nel senso più datato e tradizionale del termine, per passare a una SEO che passi attraverso la conoscenza del cliente, del suo percorso di acquisto, delle sue domande, di ciò che davvero cerca online.

Il mantra, per fare della buona SEO, è proprio questo: scrivere per le persone, non per i motori di ricerca.

Prima di Google, prima di Facebook, prima di tutte le strategie di Search Engine Optimization, ad essere vincente è il buon marketing, la creazione di contenuti pensati per le persone, la conoscenza delle giuste strategie per far scattare nella mente di chi legge un meccanismo che scatena fiducia, familiarità con il brand, fidelizzazione. È questo che ha fatto Volkswagen quando, molto prima dell’avvento di internet e della SEO, ha fatto uscire questo annuncio: “Come fa l’uomo che guida lo spazzaneve a guidare fino allo spazzaneve?”. Una sola frase per comunicare affidabilità, stabilità su ogni terreno, fiducia.

È questo che ha fatto Michelin quando ha creato la sua famosa guida ai ristoranti, comprendendo che una guida ai migliori ristoranti avrebbe portato le persone a guidare di più, consumare i propri pneumatici e creare un’affinità con il loro brand, perché di fronte a due diversi marchi di gomme, avrebbero scelto quello che già era loro familiare, perché ogni anno hanno consultato la sua guida.

L’altra sfida importante per avere un approccio vincente alla SEO è una vera e profonda comprensione delle query di ricerca. Il percorso che ogni utente fa prima di arrivare all’acquisto di un prodotto o di un servizio non è mai lineare. Nessuno o quasi compra dopo aver cercato online la chiave di ricerca secca per cui stiamo cercando di posizionarci… Io almeno non lo faccio quando sto dall’altra parte del processo d’acquisto. E le query di ricerca si stanno evolvendo per diventare sempre più complesse, per assumere sempre più la forma di una domanda, non di una ricerca su Google (strumenti come Amazon Echo o Google Home ne sono l’ennesima riprova).

Tutti gli strumenti per la ricerca e l’analisi di parole dovrebbero essere utilizzati a questo scopo: non solo per valutare i volumi di ricerca, ma soprattutto per indagare le chiavi di ricerca più comuni, per segmentare il proprio mercato, per trovare nuove opportunità online che sono gli stessi nostri clienti a suggerirci, con le loro ricerche. Controlliamo i forum di discussione, le opinioni degli utenti, troviamo lì le nostre nicchie di mercato, le opportunità che i nostri competitor ancora non hanno visto, concentrati magari a passare dalla terza alla seconda posizione per quella chiave di ricerca secca che non è rilevante per i nostri clienti.

E la conoscenza profonda delle query di ricerca e del search intent dell’utente devono condurci alla costruzione di pagine web pensate non solo per posizionarsi per quella query, ma per rispondere alle domande che stanno dietro a quella query, per dare all’utente tutte le risposte che cerca nel modo più completo, pratico e comodo possibile.

È questo che Google oggi apprezza e che premia con un buon posizionamento online: soddisfare i bisogni delle persone, rispondere alle loro domande. È questo che gli utenti oggi apprezzano, e che premiano con qualcosa che nessun algoritmo potrà mai farci guadagnare altrimenti: la fiducia.


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