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Volendo essere sinceri (a proposito di digitale e imprese)

Persone e Idee

Volendo essere sinceri (a proposito di digitale e imprese)

Tempo di lettura: 3 minuti

Tra poco festeggerò 20 anni di mondo digitale. Ho iniziato con un vecchio pc, uno di quelli che occupavano mezza scrivania, in una stanzetta. Ho iniziato quando ancora Yahoo era più famoso di Google, o meglio prima che Google diventasse Google.

Ho iniziato quando era tutto più rozzo e più facile. Per intenderci, nel 1998 ad esempio, digitando su Lycos, un motore di ricerca abbastanza utilizzato, la parola “auto”, saltava fuori una schermata piena di siti porno. Cosa che è continuata per un bel po’ di anni: anche il primo Google era abbastanza stupido e tanti farcivano i siti di parole chiave farlocche, invisibili alle persone, per ingannare i motori di ricerca. Ciò significava che posizionarsi su internet era relativamente facile.

Ma soprattutto, più che la tecnologia, c’è il fatto che fare impresa e promuoversi on line anche solo 10 anni fa era completamente diverso: non c’era la concorrenza globale che conosciamo oggi. C’era anche una situazione economica molto diversa da quella che viviamo.

Fare impresa 10 o 15 anni fa era relativamente più semplice, tanto on line quanto nel mondo tradizionale.

L’altro aspetto è che in quel periodo aveva ancora senso parlare dei due mondi in modo separato, oggi chiaramente molto meno. Le persone sono connesse quasi tutto il giorno. Non solo quando cercano su Google o chattano su un social; già il semplice fatto di avere attivo WhatsApp o Messenger sullo smartphone le rende raggiungibili dunque connesse.

Dunque? Ci sono ancora tantissime opportunità nel mondo digitale, forse anche più interessanti rispetto al passato ma bisogna essere chiari e onesti. Non è semplice, non può essere semplicistico.

Mi viene in mente una riflessione di Guy Kawasaky:

“Nel mondo reale, non hai risorse infinite; non hai un prodotto perfetto; e non vendi ad un mercato in crescita senza concorrenza. Inoltre, non sei onnipotente, quindi non puoi controllare cosa pensa la gente della tua marca.”

Non basta pigiare un tasto

Volendo essere sinceri bisogna dire nel modo più chiaro possibile che non basta pigiare un tasto. Non basta insomma fare adwords quando si ha del budget o fare social perché va di moda o pagare qualcuno per posizionarti su Google perché così le persone ti troveranno e la tua azienda crescerà vertiginosamente.

Volendo essere sinceri ci sono alcune cose da dire:

1) Si tratta ancora di fare bene

Mai come oggi il compito del marketing è quello di fare incontrare domanda e offerta, la tua azienda con le persone. Il requisito fondamentale è che la tua azienda offra un prodotto o servizio che vale, buono, che soddisfi realmente le esigenze delle persone. Sembra banale ma bisogna partire da qui.

2) Il target “Tutti” è morto

Forse è sempre stato così ma oggi ancora di più: si tratta di puntare, provare a parlare con determinate persone non con il mondo. Il 99% delle persone on line non compra i tuoi prodotti o servizi perché non li vuole o ne ha bisogno. Non si tratta del fatto che non sappia o che “non ti vede”, si tratta che non sono le persone giuste per la tua azienda e viceversa. D’altronde, come ricordava lo stesso Guy Kawasaky, “Volvo non può avere lo stesso livello di sicurezza e sensualità così come Toyota non può essere a buon mercato e contemporaneamente nel mercato del lusso!”.

Ciò presuppone che prima di fare web marketing bisogna fare marketing, prima del posizionamento sui motori di ricerca c’è il Posizionamento (positioning); ovvero pensa in modo sincero a chi ti rivolgi e cosa puoi offrire e vai solo in quella direzione.

3)Bisogna essere sociali non “social”

Molti hanno giocato sulle parole social e sociali, ha molto senso. Credo anche io che bisogna essere più sociali che social. In altre parole riguarda sempre ciò che le persone dicono di te e non tu della tua azienda. Ciò del quale le persone hanno bisogno e non ciò che pensi del tuo prodotto.

Bisogna partire dalle persone per sapere qual è la direzione giusta. Bisogna parlare con le persone per sapere cosa ha senso fare. Bisogna che le persone siano soddisfatte del tuo prodotto o servizio e ne vogliano parlare in giro per avere risultati.

4) Bisogna partire dai dati per parlare con le persone

E qui andiamo al punto che mi sta più a cuore: i dati raccontano cose (sensazioni, sogni, desideri, bisogni, opportunità) delle persone. Molti pensano che analizzare grafici o monitorare conversazioni e ricerche sia roba da nerd o da freddi calcolatori. In realtà è solo un nuovo modo per arrivare alle persone, incontrarle, essere Rilevanti.

5) Rilevanza

Perché ciò che fa la differenza è questo: essere Rilevanti. Se parli nel modo giusto, nel momento giusto, con le persone giuste, offrendo la soluzione giusta, vinci. Essere rilevanti per le persone è l’unico vero obiettivo che bisogna perseguire.

Il resto? È fuffa.

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