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SEO Tips: come cambia il comportamento degli utenti con l’evoluzione di Google

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SEO Tips: come cambia il comportamento degli utenti con l’evoluzione di Google

Tempo di lettura: 3 minuti

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Come Web Agency SEO focused parte integrante del nostro lavoro è stare al passo con gli aggiornamenti di Google che – chi è del mestiere lo sa bene – possono scombinare di non poco l’ordine delle SERP. E c’é veramente da correre: solamente dal 2011, big G ha modificato il suo algoritmo per ben 83 volte!
Di conseguenza, ogni SEO manager che si rispetti ha via via adattato le proprie strategie di indicizzazione a questi cambiamenti…
Ma vi siete mai chiesti se e come cambia il comportamento degli utenti comuni con l’evoluzione di Google?
Quelli di Mediative – web agency canadese – sì, ed il risultato è questo illuminante studio che potrete scaricare per intero a questo link.
Che cosa c’é di interessante in questa indagine?
Mettendo a confronto il modo di interagire con le SERP degli utenti nel 2005 con quello di oggi, si può notare come in passato se un sito non era posizionato nei primi 3 risultati della prima pagina automaticamente veniva escluso dai click.
Questo perché i risultati di Google venivano presi come oro colato e dunque i primi siti venivano considerati davvero come più pertinenti alla ricerca; metatag lunghi erano bene accetti perché l’utente prima di cliccare su di un link leggeva attentamente quante più informazioni possibili.
Adesso invece, l’utente medio è molto più portato a scorrere l’intera pagina di SERP, senza fermarsi ai primi risultati: sia perché ha imparato a conoscere la fallibilità di Google (a volte i primi link proprio non c’entrano con quello che stavamo cercando), sia perché l’utilizzo sempre maggiore di smartphone e mobile devices ci ha abituati ad una visualizzazione verticale del web, dunque occorre scrollare in basso per visualizzare maggiori contenuti. A differenza di prima poi, l’utente ha molta meno voglia di leggere tutti i metatag di un risultato: ci mette mediamente 1,17 secondi a capire se il link può interessargli o meno.

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Inoltre, mentre nel 2005 le SERP erano tutte uguali visivamente parlando, nel tempo Google ha anche cambiato graficamente il modo di presentare i propri risultati: qualche esempio?
Basti pensare ai risultati messi in evidenza sulle mappe, piuttosto che a quelli presentati con Knowledge Graph o Carousel (vedi foto sopra) che possono sottrarre qualche click ai risultati organici, soprattutto nel caso delle mappe (ed anche qui: solitamente viene cliccato più spesso il primo risultato riportato nelle mappe).

Dunque, quali SEO tips si possono estrapolare da quanto detto per aggiudicarsi qualche click in più?

  1. Per prima cosa, bisogna ottimizzare al meglio i metatag: per la questione degli 1,17 secondi necessari a capire se il link è pertinente o meno alla ricerca, conviene accorciare i metatag e mettere le keywords rilevanti come prime parole del title; idem per le Call to Action da posizionare per prime nella description.
  2. Migliorare l’attrattiva del nostro link: ad esempio con thumbnails e video, oppure integrandolo con le recensioni; tra un link testuale e un link corredato dalle classiche “stelline” l’utente è più portato a cliccare su quest’ultimo, considerato più attendibile.
  3. 1Mixare al meglio tutte le strategie a disposizione, non solo SEO: integrare con campagne PPC, con tanto di estensioni Adwords studiate per bene, può far guadagnare qualche click, tanto più che Google sta cercando di rendere gli annunci a pagamento molto più simili graficamente ai risultati organici.
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