Filtri anti pubblicità online, quale futuro per la pubblicità AdWords?

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Filtri anti pubblicità online, quale futuro per la pubblicità AdWords?

Tempo di lettura: 2 minuti

no_ads_imageChi ha paura di Google?

Di certo non Free, internet provider francese  http://www.free.fr/adsl/index.html fondato da Xavier Niel che grazie ad offerte sempre più competitive è riuscito a sbaragliare i concorrenti sul mercato, ritagliandosi un discreto bacino di utenti.

Ma veniamo ai fatti: proprio quest’azienda fornitrice di servizi web sta disturbando il sonno tranquillo del gigante di Mountain View; come è presto detto: nei giorni appena passati Free ha attivato di default, per i suoi abbonati al servizio Freebox Revolution, un filtro anti-pubblicità online.

In altre parole, chi si è collegato ad internet con Free non visualizzava più i classici rettangoli con gli annunci pubblicitari; Google, ovviamente non l’ha presa proprio benissimo: queste inserzioni (Adwords, ndr) rappresentano una voce considerevole del suo fatturato e si stima difatti che per questo tiro mancino Big G abbia perso intorno ai 5 milioni di euro.

Free per contro ha dovuto fare una piccola modifica al filtro tanto discusso (anche per critiche da parte delle autorità francesi) lasciando quindi gli utenti liberi di decidere se attivarlo o meno, levando di fatto il default.

Archiviato per il momento il problema, la domanda sorge spontanea: e se altri provider decidessero di attivare filtri simili, a quale futuro andrà incontro AdWords? Google sarà costretto a rivedere le sue politiche commerciali? Gli advertiser punteranno su un potenziamento delle attività di indicizzazione SEO per aumentare il traffico sul proprio sito?

Di sicuro, il monopolio indisturbato di Google non è più così scontato e per noi che ci occupiamo di web e search marketing non è affare da poco.

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